Descrizione
- La memoria diventa legame tra comunità. Presenti le autorità di Polonia e Repubblica Ceca e le realtà culturali e civili locali.
- A Náchod significativo scambio di doni tra le comunità: Mirano consegna gagliardetto e un’opera del maestro vetraio Francesco Volpato, mentre riceve un dipinto commemorativo sulla fuga di Luigi Baldan, simbolo di memoria, riconoscenza e amicizia tra i territori. I familiari di Luigi Baldan hanno donato alcune preziose riproduzioni del 700 veneziano.
- Un’iniziativa che rafforza relazioni tra territori e costruisce una memoria europea condivisa.
Il 30 aprile a Mirano restituzione pubblica e intitolazione del ponte sul Muson Vecchio.
Si è svolta nei giorni 14 e 15 aprile 2026 la visita istituzionale della Città di Mirano a Kudowa-Zdrój (Polonia) e Náchod (Repubblica Ceca), in occasione della cerimonia di intitolazione del percorso di fuga compiuto nel 1945 da Luigi Baldan (Dolo, 5 settembre 1917 – Mirano, 3 febbraio 2017), cittadino miranese e Internato Militare Italiano. Dopo l’evasione dal campo di lavoro nazista di Säckisch (oggi Kudowa-Zdrój) Baldan arrivò fino a Náchod.
La delegazione, guidata dal Sindaco Tiziano Baggio, era composta dall’Assessora alla Cultura Maria Francesca Di Raimondo, dalla collaboratrice Alice Paccagnella e dai familiari di Luigi Baldan, in particolare la figlia Caterina e i nipoti Eugenio e Pietro.
Le iniziative, organizzate dal Gruppo degli Autori di Kudowa “Pamięć”, si sono svolte secondo il programma condiviso con i promotori locali, con una partecipazione ampia e sentita da parte delle istituzioni e della cittadinanza. Per ragioni organizzative non è stato possibile percorrere l’intero tracciato della fuga, ma i momenti previsti hanno comunque restituito con grande efficacia il significato storico e umano della vicenda.
La giornata del 15 aprile si è articolata in più momenti:
• la messa nella chiesa di Zakrze, a Kudowa-Zdrój, nei pressi dell’area dell’ex campo di lavoro nazista, dove sono presenti anche le tombe dei prigionieri;
• il ritrovo presso l’area dell’ex campo di lavoro nazista di Säckisch, in via Łąkowa a Kudowa-Zdrój, con un primo momento di raccoglimento e memoria nei luoghi della prigionia;
• il trasferimento verso il punto panoramico sopra il campo, con foto commemorativa e momento simbolico condiviso;
• il percorso di un breve tratto lungo la “Strada di Luigi Baldan”, accompagnato da letture, momenti musicali e riflessioni in più lingue;
• il trasferimento a Náchod, dove si è svolto il momento istituzionale presso il Municipio.
Alla cerimonia erano presenti lo Starosta (Sindaco) di Náchod Jan Birke, insieme a rappresentanti delle istituzioni culturali e della società civile. Tra questi, un ruolo significativo è stato svolto da Bronisław Kamiński, custode della memoria, promotore dell’iniziativa e rappresentante del gruppo “Pamięć.
Presente anche Czesław Kręcichwost, già Sindaco di Kudowa-Zdrój per vent’anni (1994–2014) e oggi Presidente della parte polacca dell’Euroregione Glacensis, struttura di cooperazione transfrontaliera tra enti locali polacchi e cechi che promuove progetti comuni in ambito culturale, territoriale e sociale, con l’obiettivo di rafforzare relazioni stabili tra comunità oltre i confini nazionali: il Presidente di Glacensis ha rappresentato anche la città di Kudowa, la cui Sindaca, Aneta Potoczna, non ha potuto partecipare per impegni istituzionali concomitanti.
Il significato della cerimonia si inserisce in un contesto storico più ampio. In questi territori, durante la Seconda guerra mondiale, si svilupparono forme diverse di resistenza al nazismo: in Polonia una resistenza organizzata e diffusa, capace di strutturarsi anche come uno “Stato clandestino”, e nella vicina area ceca una resistenza fatta in larga parte di reti civili e di solidarietà concreta. Anche l’Italia, dopo l’8 settembre 1943, ha conosciuto una stagione di resistenza, nelle sue diverse forme, armate e non armate, fatta di scelte individuali e collettive che hanno contribuito a restituire dignità al Paese. Gli Internati Militari Italiani, tra cui Luigi Baldan, rappresentano una parte importante di questa storia: uomini che, rifiutando di aderire al nazifascismo, pagarono con la prigionia e la deportazione la loro scelta di libertà.
Numerose le riflessioni condivise tra il Sindaco Tiziano Baggio e le autorità locali. In particolare, vi è stata concordia nell’affermare che la storia della Resistenza al nazismo e al fascismo dei tre Paesi, al cui interno si colloca quella di Luigi Baldan, che poté contare sull’aiuto di cittadini cechi nel suo percorso di fuga, lega profondamente queste comunità nel segno di valori condivisi di libertà, responsabilità e aiuto reciproco, assumendo un significato ancora più forte nel contesto internazionale attuale, ricordandoci quanto siano fondamentali il dialogo tra i popoli, la costruzione di relazioni e la capacità di riconoscersi in una memoria comune per costruire un futuro di pace e di comprensione reciproca.
Nel corso dell’incontro istituzionale a Náchod si è svolto uno scambio significativo di doni tra le comunità.
La Città di Mirano ha consegnato il gagliardetto ufficiale ai Sindaci di Kudowa-Zdrój e Náchod e a Bronisław Kamiński, oltre a un’opera realizzata dal maestro vetraio miranese Francesco Volpato, quale espressione della tradizione artistica locale. I familiari di Luigi Baldan hanno donato le riproduzioni di antiche stampe del Settecento veneziano. Da parte delle comunità di Kudowa-Zdrój e Náchod e dei partecipanti alla marcia è stato invece donato alla città di Mirano un dipinto a olio su tela realizzato dall’artista Krzysztof Kurzydlak, raffigurante la fuga di Luigi Baldan dal campo verso Náchod. Un’opera dal forte valore simbolico, pensata come segno duraturo di memoria, riconoscenza e amicizia tra i territori.
«Questa visita – dichiara il Sindaco Tiziano Baggio – ha rappresentato un momento molto importante per la costruzione di relazioni tra comunità europee. La storia di Luigi Baldan diventa oggi un legame concreto tra territori diversi, un filo che unisce persone e comunità oltre i confini. In questi luoghi abbiamo ritrovato una memoria che parla anche all’Italia, fatta di coraggio e di solidarietà, e che ci richiama alla responsabilità delle scelte individuali».
«Il valore di queste giornate – aggiunge l’Assessora alla Cultura Maria Francesca Di Raimondo – sta anche nel lavoro di ricostruzione e trasmissione della memoria svolto negli anni, a partire dall’impegno di Sandro Baldan, che insieme ai promotori locali ha reso possibile questo percorso. La memoria, quando è condivisa, diventa uno strumento concreto di relazione tra comunità e di costruzione di un’identità europea».
La visita ha confermato il valore di un percorso che, a partire da una storia individuale, costruisce relazioni tra territori e contribuisce a una memoria europea condivisa.
La Città di Mirano promuoverà un momento pubblico di restituzione del viaggio istituzionale:
giovedì 30 aprile, ore 17.00
Villa “XXV Aprile” – via Refosso Vallone
nell’ambito della rassegna (R)esistenze 2026, con l’incontro:
“Il coraggio del no. Luigi Baldan, un eroe della Resistenza non armata”
Al termine dell’iniziativa si terrà l’intitolazione del ponte di via Refosso Vallone sul Muson Vecchio a Luigi Baldan, quale segno concreto e duraturo del valore che questa figura rappresenta per la comunità miranese.
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Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2026, 17:04