Descrizione
Una cerimonia partecipata nel segno della memoria e della solidarietà
Si è svolta il 30 aprile, in un clima di grande partecipazione e commozione, la cerimonia di intitolazione del ponte sul Muson Vecchio che collega via Refosso Vallone a via Scortegaretta a Luigi Baldan.
Luigi Baldan fu uno degli Internati Militari Italiani: dopo l’8 settembre 1943 rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e per questo venne deportato in un campo di lavoro. Nell’aprile del 1945 riuscì a fuggire intraprendendo un cammino difficile e pericoloso verso la libertà, sostenuto lungo il percorso dall’aiuto di civili che, mettendo a rischio la propria vita, gli offrirono protezione e sostegno. Una storia esemplare di dignità, coraggio e umanità.
La cerimonia, intensa e molto sentita, ha rappresentato anche il naturale seguito della recente visita istituzionale nei luoghi della sua fuga, tra Kudowa e Náchod, su invito delle autorità locali. La delegazione del Comune era composta dal Sindaco Tiziano Baggio, dall’Assessora Maria Francesca Di Raimondo e dai familiari di Luigi Baldan. Un percorso carico di significato, che ha consentito di ripercorrere i territori attraversati da Baldan nell’aprile del 1945, durante la sua fuga dal campo di lavoro nazista, e di incontrare le comunità locali che ancora oggi custodiscono quella memoria. Un’esperienza che ha rafforzato il valore europeo di questa vicenda, fatta non solo di sofferenza, ma anche di solidarietà concreta tra persone e popoli.
La giornata ha preso avvio presso Villa XXV Aprile, dove si sono susseguite testimonianze e interventi istituzionali che hanno ripercorso la storia e il significato della figura di Baldan. Da qui, i partecipanti si sono poi diretti lungo il Muson fino al ponte recentemente restaurato, che collega via Refosso Vallone e via Scortegaretta, dove sono state scoperte le targhe. A rendere ancora più intensa la cerimonia sul ponte è stata l’esibizione di Daniele Dliberto, che ha interpretato il brano da lui composto e dedicato a Luigi Baldan, intitolato “668”, numero che identificava Baldan nel campo di concentramento. Un momento di grande partecipazione emotiva, che ha unito memoria storica e linguaggio contemporaneo.
«Intitolare questo ponte a Luigi Baldan – dichiara il Sindaco – significa dare forma concreta alla memoria. Non è solo un gesto simbolico, ma un modo per ricordare ogni giorno una storia che parla di libertà, di responsabilità e di solidarietà tra le persone. Il ponte è per sua natura un luogo che unisce: in questo caso unisce non solo due strade, ma anche passato e futuro, memoria e comunità, rappresenta la scelta del rispetto e del dialogo in luogo di quella della violenza e della guerra. La vicenda di Luigi Baldan ci ricorda che anche nei momenti più bui è possibile scegliere da che parte stare, e che gesti di umanità possono fare la differenza».
L’intitolazione si inserisce nel cartellone “Resistenze 2026”, un percorso di valorizzazione della memoria storica promosso dal Comune di Mirano.
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Ultimo aggiornamento: 4 maggio 2026, 14:58