Le frazioni di Mirano
Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2026, 20:02
Staccate dal capoluogo, e tra di loro, sono dunque le cinque frazioni del comune. Se Campocroce, Ballò e Vetrego vanno ricordate perché nuclei storici abitativi posti in fregio ai tracciati stradali della centuriazione romana, la frazione di Zianigo merita una visita per la chiesa parrocchiale che conserva all'interno una grande tela del Mansueti ("Madonna in trono e Santi") e una bellissima pala a olio di Giandomenico Tiepolo ("Sant'Antonio Padova, Gesù Bambino e altri Santi"), nonché un grande affresco sul soffitto dello stesso artista. Qui troviamo anche Villa Bianchini, complesso di origine seicentesca, poi rimaneggiato, in cui è conservato l’affresco attribuito a Giandomenico Tiepolo “Il Merito, la Nobiltà e la Virtù”. La villa non è al momento accessibile poiché sottoposta ad un progetto di restauro e recupero (per saperne di più rimandiamo al link dedicato). Ancora più importante e famosa è la Villa Tiepolo, dove vissero il pittore Giambattista col figlio Giandomenico che la decorò con un intero ciclo di affreschi, più tardi strappati e ora esposti al Museo di Ca' Rezzonico a Venezia. La villa è privata. A Scaltenigo la chiesa parrocchiale di origine benedettina è la più antica chiesa della zona e ha conservato i caratteri trecenteschi originari; il soffitto è da ritenersi per alcuni studiosi opera molto tarda di Giandomenico Tiepolo.
Una segnalazione particolare merita la casa di via Righi (una laterale di via Cavin di Sala in direzione Campocroce) dove visse per alcuni anni santa Giuseppina Bakhita, di fronte alla quale è stato edificato un piccolo capitello a lei dedicato. Nata nel 1869 nel Sudan e rapita dal suo villaggio a soli 6 anni, Bakhita fu fatta schiava e venduta più volte. Nel 1885 fu donata ad Augusto Michieli e visse con la sua famiglia per un periodo a Mirano. Qui conobbe le Madri Canossiane e maturò in lei la vocazione religiosa. Fece la professione religiosa nel 1896 a Verona e la professione perpetua nel 1927 a Venezia. Visse e lavorò nella comunità Canossiana di Schio, dove morì l'8 febbraio 1947. Nel 1992 fu beatificata a San Pietro da papa Giovanni Paolo II. Il 1° ottobre 2000 è stata proclamata santa e protettrice dell'Africa, in particolare del Sudan, e sorella universale delle donne.